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La Residenza è un diritto per i senza dimora

Feb 5, 2018 | Focus On, Migranti e Senza Dimora, News, Residenza | 0 commenti

L’iscrizione alla anagrafe comunale è un diritto soggettivo

“L’iscrizione alla anagrafe comunale è un diritto soggettivo (e non concessorio) riconosciuto dal nostro ordinamento (Legge anagrafica, Legge n. 1228 del 24.12.1954) a tutti i cittadini che ne hanno facoltà. Fanno eccezione gli stranieri non regolarmente soggiornanti sul territorio.” (nota 1)

Pertanto, ogni Comune, per il tramite del proprio Ufficio Anagrafe – in qualità di ufficiale del Governo – tiene il Registro delle posizioni dei singoli, delle famiglie e delle convivenze nonché registra le posizioni relative alle persone senza dimora che hanno stabilito nel Comune il proprio domicilio

Il nostro ordinamento prevede infatti la possibilità per la persona senza dimora di stabilire la residenza nel luogo del proprio domicilio ovvero nel Comune in cui la persona vive di fatto e, in mancanza di questo, nel Comune di nascita (DPR. 223 del 30.05.1989) e/o in una residenza fittizia territorialmente non esistente ma equivalente in valore giuridico (Circolare Istat n. 29/1992)

  1. stabilire la residenza nel luogo del proprio domicilio ovvero nel Comune in cui la persona vive di fatto e, in mancanza di questo, nel Comune di nascita (DPR. 223 del 30.05.1989)
  2. fissare la residenza in una via fittizia territorialmente non esistente ma equivalente in valore giuridico (Circolare Istat n. 29/1992)

Ricordiamo inoltre che il D.M. 6 luglio 2010 (del Ministero dell’Interno), in attuazione alla legge sulla sicurezza pubblica n. 94 del 15 luglio 2009, stabilisce che una volta iscritta una persona nell’anagrafe della popolazione residente, i comuni evidenziano la posizione anagrafica di senza fissa dimora nell’Indice nazionale delle anagrafi (Ina)

Tale informazione viene conservata nel Registro delle persone senza dimora di cui è titolare il Dipartimento per gli affari interni e territoriali – Direzione centrale per i servizi demografici presso il Ministero dell’Interno.

Queste azioni consentono di rispondere ad un duplice obiettivo insito nel nostro ordinamento e nella nostra Costituzione: promuovere il legame di ogni cittadino con il territorio e conoscere effettivamente le caratteristiche della popolazione presente sul nostro territorio nazionale

La via fittizia consente di fare richiesta dei seguenti documenti:

  1. carta di identità
  2. tessera sanitaria
  3. permesso di soggiorno
  4. fine pena
  5. rinnovo permesso di soggiorno

Dunque, ogni prassi discrezionale, quale la titolarità di un rapporto di lavoro, la disponibilità di una abitazione, i legami familiari, imposte da alcune amministrazioni per ottenere la residenza, è di fatto arbitraria e viola la legislazione nazionale

Gli Uffici Anagrafe devono sapere che non riconoscere la residenza alle persone senza dimora vuol dire:
– violare il dovere di solidarietà politica, economica e sociale (art. 2 Cost)
– violare il diritto all’uguaglianza formale e sostanziale (art. 3 Cost)
– violare il diritto al lavoro (no residenza, no iscrizione Cpi, no p.Iva) (art. 4 Cost)
– violare la libertà personale e dell’inviolabilità del domicilio (art. 14 Cost)
– violare la libertà di fissare la propria residenza nel territorio dello Stato (art. 16 Cost)
– violare il diritto alla difesa (no residenza, no accesso al gratuito patrocinio) (art. 24 Cost)
– violare il diritto alla salute (art. 32 Cost)
– violare il diritto all’assistenza e alla previdenza sociale (no residenza, no pensione) (art. 38 Cost)
– violare il diritto al voto (no residenza, no circoscrizione elettorale) (art. 48 Cost)

La persona Senza Dimora a Milano

Se sei una persona senza dimora e vivi a Milano, puoi fare richiesta di iscrizione anagrafica con il supporto delle Associazioni e dei soggetti del Terzo settore (centri di ascolto) dove puoi iscrivere la tua residenza

L’Ufficio anagrafe riconosce il diritto soggettivo e adempie all’iscrizione. La residenza in questione tuttavia è strettamente correlata al legame “formale” che si instaura tra la persona e l’Associazione. Quest’ultima è tenuta ad avvisare l’Ufficio anagrafe nel caso in cui occorra procedere alla cancellazione della persona che si è resa irreperibile (nota 3)

L’Associazione quindi non è riconosciuta come la dimora abituale della persona – non instaurando con il centro di ascolto la abitualità tipica della dimora – nè come domicilio nel quale la persona ha i propri affari e affetti. La residenza in questione sembra avere carattere di transitorietà Al momento l’amministrazione centrale sta ampliando, con apposito bando cittadino, la collaborazione con le Associazioni del territorio e con le delegazioni anagrafiche cittadine

La persona Senza Dimora a Torino

Se sei una persona senza dimora e vivi a Torino, puoi eleggere come domicilio il luogo (panchina, strada, sistemazione) nella quale vivi fornendo all’ufficiale anagrafico centrale gli elementi identificativi della posizione dove è possibile trovarti. L’Ufficio Anagrafe, effettuati i controlli per la via breve, ti registrerà in Via della Casa Comunale 1. Tale residenza è stata istituita dalla Giunta Comunale per garantire il diritto alla residenza, e non per garantire né titoli né diritti alla fruizione di alcun altro tipo di prestazione, ivi comprese quelle socio-assistenziali. Per queste ultime, la Giunta Comunale ha approvato l’istituzione della residenza fittizia “Via della Casa Comunale, 2”, presso la quale possono essere iscritti anagraficamente esclusivamente i cittadini senza dimora destinatari di interventi a carattere socio-assistenziale riservando anche al Servizio Adulti in Difficoltà la competenza al rilascio dell’ autorizzazione all’iscrizione dei cittadini senza dimora in “Via della Casa Comunale, 2”

Può succedere che la PSD scelga di porre la residenza nella sede di una associazione non profit e che, in accordo con questa, la residenza sia identificata come convivenza guidata La Residenza è quindi riconosciuta come diritto soggettivo in applicazione alla normativa vigente Da circa 3 anni, il Comune di Torino rilascia la residenza fittizia a stranieri e comunitari che avevano una residenza reale in Italia

La persona Senza Dimora a Palermo

Se sei una persona senza tetto e vivi a Palermo, puoi presentare istanza di iscrizione al Registro Anagrafico attraverso l’intermediazione di una Associazione accreditata dal comune di Palermo (al momento il bando per l’accreditamento è stato riaperto). L’Associazione è chiamata a dichiarare di conoscere la persona. Poi il Comune che periodicamente e, in teoria a cadenza mensile, riunisce un tavolo tecnico le Associazioni, raccoglie queste istanze e le valuta con opportuni accertamenti. Alla fine decreta ed attribuisce la nuova residenza virtuale in Via Ciro Lupo (via fittizia) assegnando un numero civico

Note:
1 Aggiornamento del 19/11/2018
Al momento è in corso l’iter parlamentare del Decreto Salvini che avrà conseguenze anche sull’assegnazione della residenza per persone straniere che soggiornano a vario titolo in Italia. La fio.PSD e Avvocato di strada seguono con attenzione l’evolversi della situazione

2 La cancellazione – prevista dall’art.11 del D.P.R.30.5.1989 n.223, comma 1, lettera c – comporta gravi conseguenze e in particolare perdita del diritto di voto e dell’assistenza sanitaria. Grazie ad una segnalazione dell’Associazione Avvocato di Strada di Parma, segnaliamo che più conforme allo spirito del D.P.R.17.7.2015 n.126 “Regolamento recante adeguamento del regolamento anagrafico della popolazione residente”, sarebbe mantenere l’iscrizione in anagrafe dei cittadini italiani irreperibili mediante apposita annotazione o registrazione, che consenta di evitare la perdita di diritti fondamentali

* Si ringrazia per la preziosa collaborazione l’Associazione Avvocato di Strada e il Gruppo di Lavoro Nazionale fio.PSD “Lavoro di strada e Residenza

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