Prendersi cura della rete, generare cambiamento

Comunità di pratiche Housing First 2026

Sono state avviate nel mese di marzo le due Comunità di Pratiche Housing First promosse da fio.PSD per il 2026, confermando uno degli strumenti più significativi di accompagnamento e sviluppo della rete negli ultimi anni. Non semplici momenti formativi, ma spazi di apprendimento tra pari, in cui l’esperienza concreta degli operatori diventa materia viva di confronto, riflessione e costruzione condivisa di significati.

Le due Comunità – dedicate rispettivamente al coordinamento dei progetti Housing First e all’intenzionalità educativa e lavoro di équipe – coinvolgono circa 30 professionisti provenienti da realtà diverse della rete fio.PSD, con gruppi di lavoro contenuti (15 partecipanti ciascuno) e un patto chiaro: continuità, partecipazione attiva e corresponsabilità nel processo.

L’avvio della comunità sull’intenzionalità educativa, facilitata da Abele Sangiorgio, ha restituito fin dal primo incontro un quadro ricco e denso di attese. Le parole chiave emerse parlano di concretezza, bisogno di strumenti operativi, desiderio di confronto reale tra pratiche e territori. Forte anche la richiesta di evitare derive teoriche o spazi di semplice “sfogo”, per mantenere il focus su ciò che accade nel lavoro quotidiano: relazioni complesse, gestione dei conflitti, integrazione tra professionisti, accompagnamento nelle fasi iniziali e finali dei progetti.

Dentro queste domande si intravede una tensione comune: tenere insieme fedeltà ai principi dell’Housing First e complessità dei contesti reali, dove entrano in gioco dimensioni come il potere nella relazione d’aiuto, il rischio di assistenzialismo, la gestione della cronicità o delle situazioni ad alta vulnerabilità. L’intenzionalità educativa, in questo senso, emerge non come insieme di tecniche, ma come postura professionale da interrogare continuamente, soprattutto nei momenti di fatica.

Parallelamente, ha preso avvio la Comunità dedicata al coordinamento, condotta da Francesco Maffeis, che si concentra su un ruolo sempre più strategico nei programmi Housing First. I primi scambi hanno fatto emergere tre assi di lavoro particolarmente significativi: il tema del target, inteso come gestione delle situazioni di maggiore complessità e come bisogno di supporto delle équipe; la necessità di “curare chi cura”, riconoscendo la solitudine e l’iper-responsabilità che spesso caratterizzano il ruolo del coordinatore; e, infine, la riflessione su Housing First come leva di cambiamento, capace di spostare lo sguardo oltre la mera operatività.

Proprio quest’ultimo elemento sembra rappresentare una domanda crescente nella rete: non limitarsi a gestire progetti, ma riconoscersi come soggetti attivi di trasformazione dei servizi e delle politiche. In questo senso, le Comunità di Pratiche diventano uno spazio in cui “alzare il tiro”, condividere conoscenze sui progetti attivi nei diversi territori e costruire una consapevolezza più ampia del proprio impatto.

La sperimentazione, per quest’anno, di rendere gratuita la partecipazione va letta dentro questa prospettiva: non come semplice facilitazione economica, ma come investimento sulla cura della rete e sulla responsabilità condivisa. Un accesso aperto, ma esigente, che richiede presenza e impegno per tutelare la qualità del lavoro comune.

Le Comunità di Pratiche si collocano così dentro una visione più ampia del lavoro fio.PSD su Housing First: non solo formazione, ma costruzione di infrastrutture relazionali e culturali capaci di sostenere un cambiamento sistemico. Come già evidenziato nei documenti di programmazione, gli spazi di scambio tra pari rappresentano veri e propri laboratori di innovazione, in cui le esperienze locali diventano patrimonio collettivo e leva di advocacy.

In un contesto in cui cresce la domanda di abitare come diritto e come politica strutturale, la qualità delle pratiche quotidiane e la capacità di leggerle insieme diventano elementi decisivi. Le Comunità di Pratiche, in questo senso, non sono un dispositivo accessorio, ma uno dei luoghi in cui la rete Housing First continua a costruirsi come comunità professionale: uno spazio di reciprocità, appartenenza e cura, capace di tenere insieme apprendimento e trasformazione.