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Michele Ferraris, Ufficio Stampa e Comunicazione, Rapporti con i Soci

Anita Adamo, Coordinamento Network Housing First Italia

 


5 Responses to Contatti

  1. angelo says:

    Salve mi chiamo angelo, ieri ero presente alla conferenza senza dimora senza diritti? a via marsala a roma, ritengo molto interessante il progetto homeless 0 e housing first , vorrei sapere ma il comune di roma la regione lazio il programma housing first lo ha attuato o è in programma di attuarlo e come fare per accedervi chi se ne occuperà? Cioè in parole brevi una persona che vive per esempio all’ostello caritas a via marsala come può accedere all’ housing first a roma o anche in altre città? Grazie e complimenti per tutto.

  2. Giovanni Scavazza says:

    SOLO SE SEI POVERO SAI COS’E’ VERAMENTE LA POVERTA’!

    La dimostrazione di questo assioma è quotidiana, nell’egoismo diffuso del materialismo consumista, nell’insensibilità incosciente di chi non ascolta, o accoglie con fastidio le dimostrazioni pratiche della povertà. La povertà vera non è nulla di tenero, nulla di commovente, nulla che sia facile o piacevole da descrivere. Fra le sue pieghe si può certamente trovare spiritualità e saggezza (io l’ho trovata) ma occorre esservi predisposti, sin da prima ch’essa si occupi di te, perchè quando lo fa, si prende tutto: casa, possedimenti materiali, salute, orgoglio e dignità, e riconquistarli ha il prezzo della tua stessa vita. Vi parlo di povertà, perchè sono povero ed io la capisco. La povertà è denti rotti e mancanti, cure negate, malattie endemiche trascurate e lasciate correre. La povertà è l’essere indifesi di fronte all’abuso, il dover chiedere quel che si sa verrà probabilmente negato, il lasciar scorrere su di te la prepotenza del sistema. La povertà è alienazione, esclusione…a tratti follia e disperazione, è un lungo cunicolo senza uscita…un tunnel dove la speranza muore e si azzera, dove le prospettive divengono piatte ed inutili, dove il futuro s’annulla e diviene paura. La povertà quindi non è nulla di poetico, ed il trovare poesia deriva dalla compassione che hai già, non quella che troverai intorno a te…perchè nessuno realmente te ne darà, se non formalmente…per il semplice fatto che non capiscono, non sanno davvero con cosa hanno a che fare. Non lo sanno i politici, non lo sanno gli ecclesiastici, non lo sanno i finti santoni, non lo sanno gli sbirri, non lo sanno i giudici, non lo sanno i pietosi, pelosi, perbenisti, non lo sanno i caritatevoli piccolo borghesi annoiato-buonisti, ne sanno poco e poco ne comprendono persino gli addetti ai lavori. Solo i poveri, capiscono realmente la povertà, perchè bisogna provarla per sapere davvero cosa sia, come essa divori morale, etica e dignità, come essa azzeri ed annulli tutte le chiacchere inutili fatte intorno e attorno a lei. I poveri nessuno li ascolta davvero, fingono i più, i compassionevoli veri sono pochi, pochissimi…quelli che capiscono persino meno, perchè un povero…”non è credibile, non potrebbe mai essere un intellettuale, un saggio, uno scrittore vero, un artista, un poeta”. (n.d.r.) La povertà è legata alla filosofia corrente, all’ignoranza, alla stoltezza, all’alienazione, ed oggi più che mai essa viene vissuta e descritta dai più: come una forma di colposa e degenerante auto-esclusione, quasi fosse scelta cosciente. Non parlate di povertà se non sapete, non irridete con la vostra patetica e distratta attenzione qualcosa di cui non avete alcuna intenzione di scrutare la profondità…che non vi interessa, che vi spaventa, che rappresenta un peso inutile nel vostro risiko delle strategie.

    SOLO SE SEI POVERO SAI COS’E’ VERAMENTE LA POVERTA’.

    • Renato Idoni says:

      Caro Giovanni Scavazza SONO CON TE, condivido totalmente il tuo scritto, UN’ABBRACCIO TRA COMPAGNI, dal 2004 sono senza fissa dimora, avere contatti con chi se ne occupa significa entrare nel tritacarne, subirne l’abuso di potere, per chi ha un minimo di dignita’ implica il rifiuto. In 13 anni di vita raminga sono riuscito ad evitarlo, ma quest’anno, vista la condizione economica generale del paese e l’impossibilita’ di ragranellare il minimo reddito vitale, saro’ costretto, mio malgrado a ricorrerci, mi sono letto le 103 pagine delle linee guida e mentre leggevo ridacchiavo, chi predispone queste linee non ha mai provato, ma e’ il suo punto di vista che non tiene conto della DIVERSITA’, LORO pensano in maniera UNICA, cioe sono un’ASSOLUTO di buono e bene che purtroppo non sa riconoscere quanto MALE faccia questo splendido pensare. In 13 anni ho voluto rimanere autonomo ed indipendente il piu’ possibile e resto dello stesso avviso ora, dal gennaio 2016, ho provato a ricorrere agli enti ocali, mi hanno fatto proposte allucinanti ed erogato 200 euro una tantum, per 14 mesi ho continuato a cavarmela, ma ora devo ricorrerci di nuovo e so che dovro’ subire moduli, richieste, domande incomprensioni e quant’altro per magari ottenere un assegno tra 3 mesi, sono in grado come tanti di camminare da solo, ma loro hanno i PROTOCOLLI GUIDA da seguire.
      Gia’ SOLO SE SEI POVERO SAI COS’E’ VERAMENTE LA POVERTA’, dedicato alle Dame di San Vincenzo che amano e non capiscono…..

    • Gentilissimo Sig. Giovanni Scavazza,

      leggo il suo Post che mi ha toccato il cuore per la lucidità, la corretta sintesi ed efficacia nel trattare il “vortice” dell’impoverimento a cui sono destinati sempre più Italiani. Di povertà e di Welfare se ne parla abbondantemente a Convegni e Seminari ma credo anch’io che i Relatori presenti ai medesimi raramente potrebbero averla vissuta o in parte provata è quindi molto più probabilmente che l’abbiano osservata dall’esterno come “studiosi” o perché coinvolti come Volontari caritatevoli. Relativamente ai Servizi Sociali Territoriali si dovrebbe poi aprire un capitolo a sé, ancor più severo. Al grave disagio della povertà che può deteriorare anche le persone più resilienti e limitare funzionalmente persino gli individui con più forte spirito d’iniziativa, si può aggiungere talvolta la “violenza” psicologica della omologazione indistinta degli approcci caritatevoli che mirano alla sopravvivenza “biologica” ma che passano come rulli compattatori sulle individualità delle persone con formazione etica, culturale e professionale superiore.
      Anche la risposta del Sig. Idoni ci ha colpito per la sua intransigenza nel denunciare la burocrazia ed i tempi dissonanti del welfare oltreché renderci edotti che situazioni di abuso di “potere” nei confronti dei senza fissa dimora sono sempre possibili.
      Un apprezzamento va anche alla Fio.PSD per aver previsto questo Blog utile alla comunicazione ed il confronto in mancanza del quale non avrei potuto leggere i Vs. due interventi.
      Mi farebbe quindi piacere poter approfondire con Voi Sigg.ri Scavazza e Idoni la tematica dell’emergenza sociale vissuta sulla base della Vs. testimonianza ed esperienza, oltreché con la Fio.PSD .

      Cordiali saluti.

      Il Presidente
      UMC Ufficio Mobile Consumatori
      Alessandro Ceriani

      cell. 340-9768974
      e-mail : nucleooperativo @ ufficiomobileconsumatori.it
      pagina F.B. : https://www.facebook.com/UMC-Ufficio-Mobile-Consumatori-430389843682788/

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