più inclusione, più sicurezza
promuovere la conoscenza della grave emarginazione adulta
per garantire una cultura dei diritti e dei doveri
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Preambolo
La stesura di questo piano di lavoro, per la prima volta triennale, ha richiesto tempo, riflessione, fatica, condivisione e partecipazione. Sarebbe un grosso errore considerarlo un mero catalogo di idee o, peggio, un libro dei sogni. Per il modo in cui è stato costruito, ragionato, approvato, esso è e rappresenta quanto la Federazione si impegna a realizzare, pur con tutte le incertezze del caso, nel prossimo triennio.
L’approccio è pragmatico; in fase di elaborazione abbiamo ragionato insieme per contenuti, per finalità, per obiettivi, per aree, per portatori di interesse. Alla fine abbiamo tentato di ricondurre tutto il prezioso materiale raccolto in un sistema di azioni, che incorpori e sintetizzi le riflessioni svolte.
Abbiamo l’ambizione di affermare che questo piano, il cui titolo è un tentativo di esprimere in sintesi gli obiettivi che stanno al cuore del nostro nuovo statuto, si pone allo stesso momento come elemento di continuità rispetto al recente passato della federazione ma anche come primo significativo banco di prova del processo di riforma che in questo periodo abbiamo avviato e sviluppato.
Poiché riformare significa coniugare buone norme e buone strutture con buona amministrazione a capacità di adattarsi alle condizioni presenti, speriamo che il consenso che si è creato intorno al piano venga seguito anche dalla mobilitazione di tutti i soci e gli attori che la animano, perché è questa l’unica possibilità che abbiamo per dare concretezza ed incisività alla nostra azione. Anche per questo motivo il piano è stato concepito come un “piano aperto”, ossia integrabile, emendabile in corso d’opera, e capace di inglobare le novità, ma allo stesso tempo struttura organizzativa stabile, griglia di valutazione costante per il nostro operato e strumento per la selezione delle priorità.
La struttura che il piano presenta è quella organizzativa che già la federazione aveva voluto darsi nel precedente mandato, per macro aree di attività ed aree di competenza. Per ciascuna area di competenza sono stati selezionati e scelti uno o più obiettivi; a ciascuno di questi sono state fatte corrispondere delle azioni, nelle quali sono considerati gli stakeholders individuati durante le discussioni preliminari e le esigenze politico-amministrative in tale fase emerse. Se le stesse non sono via via riportate è per praticità di lettura e per favorire una quanto più possibile universale comprensione del documento. A seconda della priorità attribuita alle diverse azioni si è poi deciso di declinarle subito nel programma annuale 2007 o di lasciarne l’individuazione operativa ai programmi di lavoro degli anni successivi. Sarà quella programmatica annuale la sede in cui verificare I passi svolti ed eventualmente integrare ed emendare il piano nel suo insieme. Ora occorre iniziare a camminare.
Introduzione
La federazione è reduce da un percorso di profondo, intenso ed appassionante rinnovamento che l'ha impegnata per tutto lo scorso biennio. La definizione del nuovo statuto è stata una prova di maturità alla quale si è corrisposto in modo efficace e partecipato a tutti i livelli associativi ed ha dimostrato coraggio e voglia di cambiare per rinnovare con fedeltà ciò che oltre vent'anni fa ispirò la nascita della FIO.psd.
I frutti di questo percorso di rinnovamento sono gli strumenti con i quali, ora, affrontiamo con decisione la sfida di essere nella società una presenza vitale, concreta e propositiva che stimoli, promuova, operi, azioni e politiche efficaci per il contrasto alla grave emarginazione adulta.
Tali strumenti sono, anzitutto, la coscienza di essere una rete di secondo livello (l'unica in modo così specifico e concreto), dedicata alle persone senza dimora, dal cui incontro ricava un bagaglio di conoscenze, esperienze e riflessioni che le permette di dare uno sguardo approfondito sui processi che producono esclusione, sulla consistenza dei fenomeni che la interessano, consentendole di testimoniare non solo che è possibile uscire da questa condizione, ma che è anche possibile agire affinché le spirali che la producono possano disarmare il tutto loro potenziale.
Un secondo strumento importante è costituito dalla “Carta dei Principi e dei Valori” che apre il nostro nuovo Statuto. Essa è la “bussola” su cui orientare il cammino, lo “specchio” nel quale riflettere e verificare la bontà del nostro agire; lì troviamo finalmente espressa la nostra visione e la nostra missione. Nella “Carta” non si trovano solo principi e valori ma anche e soprattutto scelte. Scelte esigenti ed impegnative che attendono d’essere percorse ed attuate con tutta la fantasia, il coraggio e la competenze di cui siamo capaci. Occorre dunque partire da lì.
In terzo luogo, lo Statuto traduce l’intuizione che due mandati fa si espresse nella formula di “cambiare per non morire” attraverso una ampia azione coordinata e cooperativa di tutti i soci: dunque il tema della partecipazione. Una rete come la nostra misura la sua vitalità se riesce a produrre effettive possibilità e luoghi di partecipazione nei quali vivere una dimensione di confronto e di scambio e, soprattutto, di relazione tra i soci. Luoghi dove crescere, trovare stimoli, vivere occasioni di formazione e di riflessione che si traducano in “pensiero”, in proposte, in progetti che provochino cambiamento. Questa vitale necessità di partecipazione è la direttrice lungo cui orientare lo sviluppo della FIO.psd nei contesti territoriali in cui è assente e, laddove presente, nella capacità di coagulare nuove diversificate forme di partecipazione.
Da ultimo, anche se non meno importante, s’impone il tema della organizzazione e della solidità economica. Dopo aver attuato un ampio e deciso risanamento economico, dopo aver rinnovato l’assetto organizzativo, le regole e le modalità d’essere federazione, occorre vincere la sfida della solidità della FIO.psd anche a partire dalla sua autosufficienza economica e dalla definizione di un intelligente assetto organizzativo. La possibilità di sottrarre i destini della federazione alle contingenze del momento è, infatti, premessa per darsi la possibilità d’una progettazione di medio-lungo periodo, come necessitato dalla quantità e qualità degli obiettivi che ci siamo prefissi nella “Carta dei Valori”. L’attuale condizione di precarietà e di incertezza ci ha sin qui impedito di poterci strutturare in modo tale che su questo importante tema si potesse agire in modo deciso e definitivo. Ciò ha limitato, e ancora limita, la nostra capacità d’azione che poggia – quasi esclusivamente – sulla offerta volontaria dei soci che si sono assunti responsabilità di governo e sulla generosa disponibilità dei loro rappresentanti che tale responsabilità attuano mediante la concreta azione e partecipazione alla vita della federazione nei suoi organi.
Crescere come rete nella capacità di “Advocacy”
I dati di fondo nei quali operiamo e che caratterizzano questo nostro tempo definiscono uno scenario nel quale è forse più facile abbandonarsi a qualche sentimento di scoramento e di delusione. Dopo la stagione conclusasi con la promulgazione della L. 328/00 , nella quale la presenza di FIO.psd nella Commissione di Indagine sull’Esclusione Sociale (CIES) aveva ottenuto l’importante riconoscimento dell’esistenza sotto il profilo giuridico delle persone senza dimora (che per la prima volta nella storia d’Italia trovavano menzione in una legge), ci si era illusi che il processo di apertura ai territori e di responsabilizzazione delle comunità nella definizione della programmazione degli interventi sociali fosse la modalità più idonea a porre, con la forza dell’evidenza e dell’esperienza, il tema della grave emarginazione adulta.
La riforma operata dalla “legge quadro” non s’è limitata a rinnovare gli strumenti con i quali organizzare le politiche sociali, ma ha costituito un vero e proprio orizzonte di riforma culturale e della mentalità con la quale affrontare le politiche di protezione sociale. Tale riforma si incardina nel concetto di sussidiarietà orizzontale e verticale, poi sfociato nella riforma del Titolo V della Costituzione, nell’individuare nel livello locale l’ambito di programmazione, verifica e sperimentazione delle politiche sociali necessarie nel territorio. L’ulteriore elemento di riforma risiede nell’indicare quale metodo e contenuto della funzione pubblica la condivisione di responsabilità di tutto il processo di programmazione con le forze sociali presenti ed attive in ciascun territorio.
Purtroppo, un percorso così delicato e complesso non ha avuto modo di sviluppare appieno il suo potenziale, sommerso immediatamente dalla recessione economica mondiale che s’è abbattuta, con particolari effetti su quella italiana, determinando, assieme alle incertezze politiche ed istituzionali che caratterizzano la vita del nostro Paese, un rapido e brusco cambio di passo nell’agenda politica. Nel periodo immediatamente successivo, infatti, ha visto accelerare con particolare gravità il processo di revisione del complesso di opportunità che forma la struttura del nostro welfare system nel senso di una fragilizzazione dei diritti e delle tutele. L’approccio pragmatico centrato sulla sostenibilità dei costi del nostro sistema di protezione, la necessità di diminuirne l’incidenza sulla complesso della spesa, ha operato quindi un insieme di misure che hanno concorso a mutare sia l’approccio delle politiche, che quello della mentalità comune, rispetto al tema dei diritti e delle garanzie sociali ritenute ormai insostenibili.
Tuttavia l’intervento che ne è seguito non s’è proporzionalmente distribuito nei diversi livelli della stratificazione sociale, ma ha riguardato selettivamente le porzioni spesso più fragili della società italiana ed ha determinato due effetti principali: l’aumento del divario nella redistribuzione della ricchezza e l’innesco di una dinamica di contrapposizione sociale tra interessi distinti (da un lato il permanere di garanzie a chi già le aveva, mentre, dall’altro, un depotenziamento delle tutele verso coloro che ancora non le godono1). Pertanto, in un incrementato tenore di conflittualità sociale, si sono rinforzate le ragioni ed i motivi che formano la percezione di insicurezza diffusa nei cittadini, attraverso l’esperienza di una progressiva diminuzione degli spazi di crescita previsti per il futuro.
Il tema della sicurezza, che è un dato della cronaca di questi giorni, ha permesso di mettere in luce una serie di semplificazioni che da sempre vengono in varia misura riproposte nelle equazioni: povero = pericolo = minaccia = colpa. Tuttavia il dato particolarmente preoccupante risiede nell’ampiezza del consenso che tali semplificazioni sembrano raccogliere in strati sempre più ampi di popolazione.
Dunque, in questa temperie culturale nella quale si assiste ad una generalizzata contrapposizione tra “chi sta dentro” vs “chi sta fuori”, diventano particolarmente esposte le persone senza dimora2,che già vedono negarsi – nei fatti – i più elementari diritti di cittadinanza, vengono anche condannate allo stigma dell’infamia e della colpa.
In questo scenario nel quale sembrano prevalere elementi di perplessità e di difficoltà rispetto ad elementi di speranza e di spazio d’azione, FIO.psd deve concorrere a ricucire le maglie di una rete sociale che appare sempre più lacerata e divisa. Tale compito deve saperlo giocare non solo nell’ambito della difesa dei principi etici ma, anche e soprattutto, nella consapevolezza che la decostruzione dei legami sociali ed il diffondersi d’una cultura del particulare, nel lungo periodo, determina effetti ancor più onerosi non solo in termini sociali, ma anche di dinamicità e di capacità di risposta della società intera e dunque con pesanti ricadute sul versante economico.
Assumendo questo obiettivo di fondo, l’azione di FIO.psd deve orientarsi nel senso di un aumento nella capacità di “tutela e rappresentanza” delle istanze delle persone senza dimora nell’ottica di promuovere azioni e sistemi che offrano reali possibilità di inclusione.
Non c’è infatti sicurezza sociale senza giustizia sociale e la crescente voglia di sicurezza può trovare una risposta concreta solo se si riesce ad accrescere la capacità e le possibilità di inclusione sociale di coloro che stanno “fuori” o che sono a rischio d’esclusione.
Per fare questo occorre dotarsi di una strategia che consenta di attuare un’ampia azione di advocacy capace di assumersi come ambito d’intervento non solo lo spazio della politica e delle istituzioni, ma anche quello del dibattito culturale e del discorso pubblico in generale. Dunque, parlare alla società per parlare anche alla politica.
Crescere nella capacità di advocacy, nella capacità di tutela e rappresentanza delle persone senza dimora, significa anche “promuovere la conoscenza” dei fenomeni, dei processi e dei percorsi che producono esclusione. Tale conoscenza è l’antidoto alla semplificazione che è sempre l’alibi d’ogni riduzione della lettura della realtà dai processi che la spiegano ai fenomeni nei quali si manifesta.
Questa è la linea guida lungo la quale impostare l’azione della federazione nel corso di questo primo triennio dopo la riforma dello statuto.
Abbiamo consapevolezza che quello appena enunciato non può essere un obiettivo, ma solo una meta da perseguire con perseveranza e con lo sguardo “lungo” di chi, avendo filo, tesse con coraggio la sua tela.
Ambiti d’azione
Come già esplicitato sono quattro gli ambiti d’azione (le macro aree) nelle quali individuare gli obiettivi e le azioni concrete contenute nel Piano di Lavoro.
Tali macro aree sono:
- area Amministrativa – Gestionale
- area Politico – Istituzionale
- area Vita Associativa
- area Comunicazione
La macro area Amministrativa – Gestionale
Questa sezione comprende tutto ciò che coinvolge l’organizzazione e la gestione della federazione dalla contabilità ed il bilancio, alla gestione delle risorse e della segreteria.
I nodi problematici individuati in questa macro area attengono principalmente:
- La solidità delle economie di FIO.psd e il reperimento delle risorse.
- La definizione di un modello organizzativo che le consenta una buona gestione delle risorse e strumenti efficaci di servizio all’attività della federazione. In questo senso rimane particolarmente importante, dopo il risanamento ed il rinnovamento dei precedenti mandati, consolidare e strutturare un’organizzazione che renda la FIO.psd capace di reggere il carico di lavoro che richiede una rete nazionale che vuole attuare una incisiva azione di advocacy e di presenza nel dibattito pubblico.
Gli obiettivi di quest’area sono strategici e sono considerati una priorità per la federazione poiché costituiscono le pre-condizioni indispensabili all’attuazione di ogni altra azione di più lungo respiro.
Due le linee guida individuate:
- Il consolidamento economico:
- definire un processo e di strumenti per il monitoraggio e la gestione amministrativa e contabile
- reperire risorse economiche che diano stabilità ed autosufficienza economica alla federazione.
- Il consolidamento organizzativo:
- definire che forma dare alla segreteria, ovvero: con quali competenze, mansioni, richieste da esaudire, una segreteria con una sede fissa o che segue la presidenza, ...
- definire di strumenti per la gestione dei progetti e della partecipazione a bandi.
Il perseguimento delle quali è stato analiticamente tradotto come segue:
1. Area Risorse Economiche
Obiettivo: Consolidamento economico
Azioni:
- Predisposizione di una prassi per il pagamento delle quote sociale e della sua verifica
- Predisposizione di una prassi per il recupero crediti (tempi, modi , ecc…)
- Predisposizione di criteri per le eventuali deroghe all'obbligo del pagamento della quota sociale decise dal CD a favore dei soci
- Verifica della possibilità dell’istituzione di un conto capitale
- Verifica ed applicazione delle eventuali esenzioni da tasse o imposte dovute in quanto onlus
- Impostare una modalità di gestione di eventuali risorse economiche derivate da attività di raccolta fondi o frutto di progetti.
2. Area Segreteria
Obiettivo: Consolidamento organizzativo
Azioni:
- Fare un'analisi dei bisogni
- Fare un'analisi delle risorse / competenze necessarie
- Definire un modello organizzativo
- Definire i mansionari per i dipendenti ed i collaboratori
- Migliorare l'attrezzatura e la strumentazione data in dotazione alla segreteria
- Definire strumenti utili ad evitare la dispersione dei dati e dei documenti prodotti tra i diversi mandati
- Verificare l'efficienza e la funzionalità della sede di Vico San Luca sviluppando un'approfondita analisi costi / benefici
3. Area Amministrazione e Contabilità
Obiettivo: Definizione del processo di monitoraggio amministrativo e contabile
Azioni: Attivare un costante rapporto con studio contabile, Presidente, Revisore dei conti e segreteria per:
- Capire quali siano le modifiche contabili per le onlus.
- Partecipare alla predisposizione del bilancio.
- Redigere la relazione di accompagnamento.
- Attivare eventuali proposte per il miglioramento della gestione contabile in caso di necessità (bilancio per competenze, per centri di costo, ecc….)
- Verificare la congruità tra bilancio di previsione e conto consuntivo (ad esempio su quote sociali).
4. Area Gestione Risorse
Obiettivo: Definizione regole ingaggio personale consulente e collaboratore
Azioni:
- Monitorare le disponibilità economiche e l’eventuale richiesta di spesa.
- Definire i criteri e le regole per la gestione dei tariffari, dei disciplinari d'incarico, per la definizione di contratti, ...
5. Area Progetti
Obiettivo 1: Partecipazione a bandi
Azioni:
- partecipazione a bandi per la creazione di reti territoriali
- offrire una facilitazione ai soci nei progetti promossi da FIO.psd che li vedono coinvolti
Obiettivo 2: Gestione ed esecuzione dei progetti approvati
Azioni:
- istituire un processo per la gestione ed il monitoraggio dei progetti approvati
6. Area Fund Raising
Obiettivo 1: Accrescere le competenze
Azioni:
- agganciarsi o trovare competenze che si dedichino a questo
Obiettivo 2: Definire una linea sul ricorso al fund raising come fonte di finanziamento FIO.psd
Azioni:
- Coinvolgimento in attività di portata nazionale3
Obiettivo 3: Finalizzare i contatti attivati presso le fondazioni bancarie
Azioni:
- Presentazione del progetto di sostegno alla costruzione di una rete FIO.psd sul territorio nazionale da presentarsi alla Fondazione San Paolo
- Mantenere i contatti attivati con la banca Woolwich
La macro area Politico - Istituzionale
La scelta di collaborazione con le Istituzioni, prima che con gli schieramenti politici del momento, ed il lavoro svolto in questi anni hanno permesso di conseguire un buon accreditamento di FIO.psd rispetto alle principali realtà istituzionali del paese, sia al livello nazionale che a quello regionale e locale. Questo lavoro, spesso poco visibile anche agli stessi soci, ci ha costituiti quali interlocutori credibili e competenti nel nostro ambito.
L’agenda politica del momento non contempla la grave emarginazione come una priorità d’azione, né certamente ciò accadrà in un futuro prossimo. Su questo terreno dovremo sempre fare i conti con una marginalità strutturale rispetto al complesso delle questioni che i governi e le istituzioni decideranno di affrontare. Spostare dunque il focus del discorso pubblico anche sull’area della grave emarginazione e sulle persone senza dimora è una meta che accompagnerà sempre l’azione della federazione e che necessiterà la capacità di una traduzione in obiettivi intermedi che permettano progressivamente di approssimarsi con gradualità a questo.
Le linee guida di questo mandato si possono così sintetizzare:
- consolidamento del accreditamento di FIO.psd quale interlocutore autorevole, competente sui temi della grave emarginazione rispetto alle istituzioni italiane nei loro diversi livelli ed ordini e rispetto al livello europeo
- consolidamento ed allargamento delle strategie di partnership rispetto agli altri soggetti operanti e con i quali definire percorsi ed azioni comuni
- sviluppare e dotarsi di strategie di advocacy e potenziare il ruolo di FIO.psd come promotore di risposte e di politiche attive rispetto ai temi della grave emarginazione adulta
Tali linee guida vengono così sviluppate:
Obiettivo 1: Accreditare FIO.psd quale parte sociale autorevole nell'ambito della grave emarginazione adulta
Azioni:
- Rispetto alle istituzioni nazionali ed europee:
- Mantenimento del posizionamento raggiunto
- Attivare e mantenere un contatto con la CIES
- Rispetto alle istituzioni locali (Regioni, Province, Comuni):
- Provocare momenti di confronto tramite i Comitati di Coordinamento Territoriale (d'ora in poi CCT)
- Declinare negli ambiti locali (livello regionale) le proposte che FIO.psd esprime al livello nazionale
- Accreditarsi con gli istituti di ricerca locali e nazionali
- Rispetto alle Istituzioni ed alla cittadinanza, nell'ottica di favorire la conoscenza del fenomeno:
- Coinvolgimento in attività di portata nazionale e locale4
- Definire nuove occasioni di conoscenza e di sensibilizzazione sul tema della grave emarginazione adulta
- Dotarsi di strumenti di rilevazione di dati (sia quantitativi che qualitativi) sul tema della GEA da diffondere con lo scopo di una migliore e più puntuale informazione e sensibilizzazione
- Promuovere collegamenti e partnership con UPI e ANCI
- Sviluppare un rapporto con FISU (Forum Italiano Sicurezza Urbana) al fine di stimolare una riflessione su proposte di politiche di sicurezza urbana non meramente repressive
- Fare una mappatura del territorio per il contatto ed il coinvolgimento di nuove realtà
Obiettivo 2: Favorire la partecipazione dei soci in quanto rappresentanti FIO.psd nei contesti europei e nazionali ove ciò sia possibile
Azioni:
- Rispetto alla partecipazione in FEANTSA:
- Mantenimento di un posto di rappresentanza presso il Consiglio di Amministrazione
- Allargare la presenza di rappresentanti FIO.psd nei diversi gruppi tematici
- Rendere più accessibili i documenti prodotti da FEANTSA attraverso la traduzione in italiano di alcune pubblicazioni significative da pubblicare sul sito web
- Promozione di scambi nazionali ed internazionali sul versante conoscitivo ed operativo al fine di conseguire una diversificazione dei contatti e del partenariato pubblico e privato
Obiettivo 3: Sviluppare strategie ed azioni di advocacy negli ambiti:
- dei diritti di cittadinanza
- della prevenzione primaria e secondaria
- della promozione della strategia d'intervento di rete
Azioni:
- Rispetto alla promozione dei diritti di cittadinanza:
- Diritti di cittadinanza:
- Promuovere, insieme alle altre parti sociali, una “Carta dei diritti” delle persone senza dimora
- Definire e promuovere una “piattaforma” di modifiche legislative nell'ambito delle principali questioni che coinvolgono l'intervento a favore delle psd (residenza, salute, inserimento lavorativo, ...)
- Sviluppare un'azione di lobbying coerente con tale piattaforma, raccogliendo una corposa base documentale (buone pratiche, report di monitoraggio, ...)
- Contribuire alla definizione di indicatori per l'osservazione della GEA
- Monitorare i lavori parlamentari, istituire collegamenti con i gruppi e le commissioni parlamentari rispetto alla presentazione e gli iter in parlamento di proposte, disegni di legge, ...
- Stimolare il dibattito sui LIVEAS nell'ambito della GEA
- Favorire il processo di convergenza delle legislazioni regionali in tema di organizzazione dei servizi ed in tema di tutele accordate alle persone senza dimora in vista di una maggiore omogeneità di prestazioni e di offerte dei servizi sull'intero territorio nazionale
- Diritto alla residenza:
- Proseguire il lavoro sulle “residenze fittizie” con il Comitato di Coordinamento Tecnico (d'ora in poi CCTe, ex GdL) EEPP
- Agganciarsi con le associazioni di consumatori e avvocati di strada
- Agevolare la discussione sul tema attraverso la preparazione di un sussidio leggero da spedire a tutti i soci e renderlo pubblico sul sito
- Accesso al lavoro:
- Allargare lo spettro delle partnership ai sindacati sul tema dell'esclusione e del reinserimento lavorativo
- Coinvolgere le organizzazioni del mondo della cooperazione sociale al fine di valutare la possibilità di un'azione comune per l'allargamento delle maglie di definizione delle categorie di svantaggio definite nella L. 381/91
- Diritto alla salute ed al pieno accesso alle cure:
- promuovere esperienze di integrazione socio-assistenziale, agire sui prossimi Piani Sanitari Regionali affinché si individuino politiche e servizi specifici per le perone senza dimora
- Diritti di cittadinanza:
- Rispetto alla prevenzione primaria e secondaria:
- Riflettere sul tema della prevenzione (cosa è per FIO.psd)
- Riflettere sugli strumenti di prevenzioni (quali sono)
- Partecipazione e sostegno ad azioni politiche potenzialmente idonee a sortire effetti preventivi
- Rispetto alla promozione della strategie d'intervento di rete:
- Costruire una banca dati nazionale di prassi, protocolli locali, iniziative attivate nei diversi contesti territoriali
- Creare una Rete Nazionale degli Operatori Sanitari per persone senza dimora (ROSH)5
Obiettivo 4: Sviluppare partnership funzionali agli obiettivi precedentemente individuati
Azioni:
- Strutturare un collegamento permanente con gli altri soggetti accreditati dalle istituzioni sul tema GEA e partecipanti, a vario titolo, ai tavoli istituzionali
- Creare una stretta partnership con CNCA, CICA, EAPN per dare solidità alle proposte sul piano legislativo in ordine alla tutela dei diritti di cittadinanza
- Rispetto alla promozione la CSR6 sul tema delle persone senza dimora, proporre alle associazioni territoriali degli imprenditori un progetto di “consulenza” circa la selezione dei progetti da finanziare sul tema GEA
Obiettivo 5: Promuovere la partecipazione delle persone senza dimora alla vita comunitaria
Azioni:
- Creare un link e federare i giornali di strada
- Promuovere l'accesso delle persone senza dimora agli strumenti informativi ed agevolare lo scambio tra i soci di buone prassi in questo ambito
- Sviluppare con i soci un dibattito sul significato di come far partecipare le persone senza dimora alla vita comunitaria, valorizzare le esperienze in atto, provocare un confronto sul tema
La macro area Vita Associativa
Partecipazione dei soci, corresponsabilità, capacità di confronto, riflessione e pensiero, capacità di dialogo con la società, sono i caratteri ai quali si vuole conformare l’azione della FIO.psd nel corso del mandato. L’azione che ne consegue vuole pertanto proseguire consolidandolo il processo di rinnovamento della federazione che ha trovato visibilità con la riscrittura dello Statuto, ma che ha contraddistinto anche un periodo di intenso e fecondo scambio al suo interno.
Linee guida di questa azione sono pertanto:
- verifica e attuazione del processo di riforma della federazione
- costruzione sociale del tema della GEA rispetto alla dimensione culturale, formativa e di ricerca con particolare apertura agli interlocutori della società civile
- sviluppo della federazione nel senso di un aumento della sua presenza nei territori e della sua capacità di generare partecipazione ed aggregazione
1. Area Identità
Obiettivo 1: Completamento e monitoraggio dell'azione di riforma della federazione
Azioni:
- Stesura dei regolamenti attuativi nelle parti non ancora normate
- Monitoraggio della funzionalità dei regolamenti adottati in conformità con i principi di trasparenza, controllo democratico e partecipazione definiti nello Statuto
Obiettivo 2: Promuovere la conoscenza della Carta dei Valori e dei Principi di FIO.psd
Azioni:
- Diffondere la CdV nei diversi mezzi di comunicazione disponibili (web, pubblicazioni, brochure, ...)
- Promuovere la sua conoscenza anche all'interno della federazione e utilizzarla come esplicita piattaforma nelle occasioni in cui la federazione si promuove all'esterno.
Obiettivo 3: Ottenimento dello status di personalità giuridica
Azioni:
- Definire un piano per l'adeguamento e per la definizione degli adempimenti necessari all'ottenimento della personalità giuridica
- Attivare il processo per il raggiungimento dell'obiettivo
2. Area Organi Associativi
Obiettivo: Fornire solidità alla base sociale, realizzare forme di governance partecipata della federazione
Azioni:
- Applicazione delle regole di appartenenza alla federazione (economiche e di partecipazione attiva)
- Organizzare il lavoro del CD per deleghe e funzioni delegate
- Realizzare forme di gestione del CP tali da supportare concretamente la funzione esecutiva della Presidenza
3. Area Formazione, Ricerca ed Elaborazione culturale
Obiettivo 1: Costruzione sociale del tema della grave emarginazione adulta
Azioni:
- Proseguire con la pubblicazione di monografie con con editori di rilievo nazionale, definendo il tema in una prospettiva triennale
- Proporre alle scuole ed all’università i CCT ed i soci come interlocutori specializzati anche attraverso la definizione di specifici moduli formativi
- Dotarsi di strumenti di rilevazione di dati (sia quantitativi che qualitativi) sul tema della GEA da diffondere con lo scopo di una migliore e più puntuale informazione e sensibilizzazione7
- Promuovere collegamenti con agenzie educative giovanili (quali AGESCI, CNGEI, ...) per inserire nella loro programmazione annuale un “capitolo persone senza dimora”
Obiettivo 2: Stimolare il confronto nell’ambito del metodo d’intervento e diffondere conoscenze specifiche sul tema della GEA e delle persone senza dimora
Azioni:
- Organizzare Stage fra operatori dei soci con attività omogenee
- Preparare materiale informativo (da inviare agli uffici stage delle Università) ed organizzare stage di studenti universitari presso i soci
- Istituire Borse di Studio od assegni di ricerca in collaborazione con le Università
Obiettivo 3: Accreditare Formatori / Docenti di area Grave Emarginazione
Azioni:
- Stabilire i criteri di accreditamento
- Creare un gruppo dei formatori
Obiettivo 4: Offrire formazione permanente ai soci ed alle realtà interessate con proposte formative definite su temi specifici
Azioni:
- Riflettere sulla persistente domanda di formazione di primo livello tramite la definizione e la somministrazione ai soci di un questionario sulle necessità formative
- Promozione di attività formative sul tema della povertà da pubblicizzare sul sito
- Definire e promuovere “pacchetti” formativi sul tema della GEA
- Attivare sul sito una sezione formazione amministrata ed aperta a richieste esterne
- Creazione di un “MASTER in medicina delle povertà estreme”8
- Definire un progetto di formazione per medici di base e quelli di pronto soccorso sulle patologie legate alla povertà estrema ed i necessari contenuti sociali dell’approccio al problema
- Offrire percorsi formativi agli organi sociali al fine di migliorare la loro competenza e l'efficacia della loro azione
Obiettivo 5: Attivare azioni di ricerca
Azioni:
- Promozione di una indagine quantitativa e qualitativa sulle persone senza dimora9
- Promuovere un’indagine sul profilo degli enti aderenti alla FIO.psd, da realizzarsi con mezzi propri e con un supporto esterno10
- Indagine sul binomio persone senza dimora ed immigrazione
- Definire la collaborazione con Istituto San Gallicano in base all’art. 1 comma 827 della legge finanziaria dello Stato 2007
Obiettivo 6: Istituire il Gruppo di Lavoro Ricerca
Azioni:
- Definire specifici incarichi e referenze sia all’interno della federazione che all’esterno di essa
Obiettivo 7: Dotarsi di strumenti di osservazione sulla GEA
Azioni:
- Definire partnership con cui collaborare sia all’interno che all’esterno della federazione
- Preparazione e diffusione di un report annuale della federazione sul tema delle persone senza dimora
4. Area Sviluppo
Obiettivo 1: Verifica e sviluppo dei CCT
Azioni:
- Potenziare i CCT promuovendo la collaborazione fra privato sociale ed EEPP
- Accompagnare i CCT nell’incontro con le istituzioni sociali
- Tramite il Coordinatore dei CCT:
- Fare una ricognizione della situazione dei comitati territoriali nei differenti ambiti territoriali; ascoltare, conoscere le aspettative ed i bisogni dei coordinatori, condividere con loro un progetto di sviluppo triennale;
- Mantenere una funzione di riferimento per i coordinatori territoriali, curarne la motivazione e monitorare l’andamento delle attività ed il rispetto dei compiti previsti in regolamento, rappresentare l’interfaccia accessibile verso il CD;
- Favorire lo scambio e la valorizzazione delle esperienze nei comitati territoriali in corso attraverso incontri periodici e strumenti di comunicazione agili e flessibili (mailing list, area dedicata sul sito, ...)
- Accompagnare i comitati territoriali a sostenere e promuovere le linee d’indirizzo e sviluppo definite dal Consiglio Direttivo;
- Promuovere un confronto tra diverse realtà regionali attorno a temi condivisi (legislazioni regionali, PSS, ...)
- Accompagnare e sostenere i processi di costituzione di nuovi comitati territoriali
- Linee di sviluppo dei comitati territoriali:
- Favorire una maggiore visibilità dei comitati territoriali (tramite la predisposizione di materiale informativo, accreditamento istituzionale, ...)
- Sviluppare azioni con le quali i comitati territoriali possano accreditarsi quali agenti, interlocutori del livello politico nella promozione di legislazioni regionali, nel monitoraggio di quelle esistenti od in fase di sperimentazione, ...
- Potenziare la funzione dei comitati territoriali nella loro funzione di promozione della FIO.psd nei contesti locali in cui insistono.
- Costituire i CCT Emilia Romagna, Sud Italia; potenziare Liguria e Piemonte; estendere il CCT oltre la cerchia delle realtà padovane
Obiettivo 2: Sviluppo della federazione ed allargamento della base sociale: reclutamento, conoscenza, coinvolgimento dei nuovi soci
Azioni:
- Allargamento dei contatti e degli associati nel centro-sud con un investimento prioritario anche in termini economici
- Organizzare eventi di promozione della federazione nei contesti in cui è scarsamente presente
- Individuazione di potenziali nuovi soci:
- Ricerca web e primi contatti con le realtà non associate
- Collegamento con la segreteria nel trasferimento di informazioni su contatti avuti con le realtà
- Favorire il collegamento con l’area EEPP e l’area Formazione
- Accoglienza di nuovi soci:
- Garantire un riferimento informativo
- Incontrare potenziali nuovi soci
- Raccordarsi con la segreteria
- Consolidare la collaborazione con l’area comunicazione ed in particolare con il sito
La macro area Comunicazione
Area trasversale e di servizio per eccellenza, la comunicazione verso l’interno e l’esterno della federazione ha acquisito nel tempo sempre maggior rilevanza. In questo ambito si sono raggiunti dei miglioramenti nel recente passato, ma la qualità e l’incisività che si vorrebbe rimane ancora un’intenzione.
La comunicazione interna è uno strumento che può migliorare l’interazione tra i soci e tra i soci e la federazione, intensificare gli scambi e le opportunità, mettere in circolo le esperienze e le iniziative. Essa rimane una frontiera strategica per la gestione della federazione perché una buona comunicazione interna è una premessa di partecipazione e di coinvolgimento dei soci.
La comunicazione esterna è invece l’occasione con la quale presentarsi ai tanti e diversi interlocutori interessati, ma è anche l’impegno a trasmettere una comunicazione di qualità e scevra dai sentimentalismi, le semplificazioni o, peggio, gli stereotipi che i media frequentemente perpetuano.
Linee guida di sviluppo di questa area di intervento sono:
- approntare un sistema di comunicazione interna efficace e che sia di reale collegamento tra i soci
- dotarsi di strumenti di comunicazione esterna e mediatica aggiornati ed efficienti
- promuovere una comunicazione di qualità ed in linea con la Carta dei Valori di FIO.psd
1. Area Comunicazione Interna
Obiettivo 1: Favorire una maggiore conoscenza e coesione interna tra i soci
Azioni:
- Sviluppare prassi di comunicazione interna a tutti i livelli: a rete, top-down e bottom-up
- Rispondere puntualmente alle richieste dei soci
Obiettivo 2: aggiornare puntualmente i soci sulle decisioni o le iniziative dei suoi organi (Presidenza, Consiglio Direttivo, ...) ed informarli di tutte le attività della federazione, sulle iniziative degli altri soci e su iniziative esterne in linea con i valori della federazione
Azioni:
- Riprendere la newsletter (TRA Flash) sulla scia del numero di agosto realizzato dalla Presidenza e produrla con continuità
- Rivedere i contenuti e le modalità di utilizzo del sito internet:
- Arricchirlo di informazioni e curarne l’aggiornamento (news, eventuale rassegna stampa, ...)
- Dedicare una sezione all’aggiornamento delle attività Feantsa ed UE (fornendo informazioni in lingua italiana)
- Riproporre una sezione dedicata esclusivamente agli associati (forum di discussione, iniziative interne alla federazione, bacheca dei soci per segnalazione di inziative, ...)
- Riorganizzare, ampliandola ed arricchendola, la sezione di documentazione
- Costituire un gruppo o redazione che, in raccordo stretto con presidenza e segreteria curi gli aspetti della comunicazione.
- Chiarire il ruolo della segreteria nel processo della comunicazione
2. Area Comunicazione Esterna
Obiettivo 1: Avere un sistema di comunicazione con la stampa, efficiente, costante, incisivo
Azioni:
- Incaricare un'agenzia stampa che fornisca servizi di qualità, che garantisca contatti sistematici con i mezzi di comunicazione, che fornisca una aggiornata rassegna stampa
- Sviluppare una partnership con Redattore Sociale, valutare la possibilità di stipulare un contratto di abbonamento collettivo per permettere l’accesso al sito da parte dei soci.
Obiettivo 2: Migliorare la qualità del sito della federazione, sfruttare le possibilità offerte dai nuovi media
Azioni:
- Trovare un’organizzazione (redazione, coordinamento di diverse competenze, segreteria, ...) che consenta un costante aggiornamento del sito, arricchendolo di notizie e contenuti
- Creare voci sull’enciclopedia libera Wikipedia sui temi della grave emarginazione adulta
- Utilizzare i nuovi strumenti di comunicazione per cercare nuovi canali di sensibilizzazione (you tube, ...)
- Realizzare un cortometraggio animato, bello, economico ed efficace da pubblicare sul sito della federazione
- Realizzare un documentario sul tema delle persone senza dimora sostenendolo per un concorso a livello nazionale
Obiettivo 3: Migliorare la qualità dell’informazione che viene prodotta sulle persone senza dimora
Azioni:
- Aprire un canale di comunicazione diretto nei contesti dove viene pensata la comunicazione al fine di agevolare la riflessione eliminando stereotipi e credenze fasulle
- Assegnazione di un premio alla migliore e peggiore comunicazione prodotta sul tema delle persone senza dimora o collegarsi con iniziative già avviate nell’ambito sociale stimolando anche un’attenzione sulla grave emarginazione
- Creare occasioni e contesti ove veicolare i contenuti sviluppati dalla federazione, anche attraverso un ripensamento delle iniziative che in passato sono state intraprese o supportate (notte dei senza dimora, Homeless Word Cup, ...)
Obiettivo 4: Migliorare gli strumenti disponibili con cui la federazione si presenta verso l’esterno
Azioni:
- Predisporre strumenti di pubblicistica: volantino di presentazione della federazione, stampa della CdV, materiali di diffusione
- Stabilire un unico stile per l’editing dei prodotti
Conclusioni
L’appuntamento della scrittura di un piano di lavoro è sempre l’occasione con la quale cercare di coniugare il desiderio e la capacità di “sognare” con la concretezza necessaria di chi non si pone obiettivi velleitari. Riusciremo a cogliere l’obiettivo non tanto quantificando il numero minimo di realizzazioni rispetto al complesso delle proposte, ma – soprattutto – con il modo col quale esse verranno conseguite.
Due sono i criteri che vorremmo assumerci come impegnativi per questo mandato.
Il primo, è quello della partecipazione. Solo un percorso fatto insieme, frutto di condivisione e di uno sforzo comune è l’antidoto ad ogni esperienza elitaria e personalistica. Un passato non troppo recente ha testimoniato che questa strada soffoca le ragioni che tengono unita una rete come la nostra generando distacco e perdita di senso.
Il secondo criterio di fondo rimangono le condizioni delle persone senza dimora di cui ciascuno di noi si occupa. Quanto minore diventa la distanza tra i risultati che raggiungiamo e i reali miglioramenti nelle condizioni della vita quotidiana di coloro ai quali i nostri servizi sono dedicati e tanto maggiore è la reale incidenza della nostra azione.
Più partecipazione ed uno sguardo costante sulle persone di cui ci occupiamo possono essere anche la misura di un percorso umano che rende ricca ed attraente un’esperienza che vuole, al di là dei piani e dei progetti, rimanere aperta alla dimensione dell’incontro, dell’ascolto, dell’accoglienza e della solidarietà.
Insieme, si può.
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