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CAMPAGNA "PACCHETTO TUTTO ESCLUSO"

08/03/2010

Fio.PSD e giornali di strada lanciano la campagna per il diritto alla residenza anagrafica per le persone senza dimora "Pacchetto tutto escluso".

Pubblichiamo il seguente contributo a firma di Rosana, che appartiene al collettivo di
persone senza dimora "Stanchi di attendere"
(stanchidiattendere@gmail.com):

I COLORI DELLA FELICITA'
di  ROSANA

Pala Crociere Savona
Domenica 5 aprile 2009 – 14:30 

Sono al Pala Crociere e guardo la Costa Marina che si prepara per partire
verso un altro bellissimo viaggio. Vedo le persone felici imbarcarsi e
il personale caricare i bagagli.
E’ uscito il sole, quante bandiere colorate al vento!
Dall’interfono la centralinista, a più lingue, ogni cinque minuti avvisa il cliente col numero di imbarcarsi.
Ogni cinque minuti un passeggero; quanta cura per ognuno di loro.
Vedo e sento la felicità di queste persone che diventa la mia e così ho
deciso, quale sarà il titolo del mio racconto. Sarà sulla felicità!
“I colori della felicità – che colori, ha la felicità – C’era una volta la felicità!”.
Vedo l’arcobaleno… un esplosione di colori!! 
Un giorno partirò anch’io, me la merito un po’ di vacanza dopo tanti anni bui di sofferenza, povertà e solitudine.
Per vedere altri angoli del mondo ed i loro colori. 
Oggi niente pranzo con i panini dell’associazione, quelli che danno la
domenica vicino alla chiesa di via Guidobono, con i volontari.
Forse è perché oggi c’è mercato, forse per evitare altra confusione hanno pensato di no. 
Pazienza, con i pochi soldi che ho fino al 15, comprerò un pezzo di pizza. 
Io oramai ho dimenticato i brividi ed il sorriso di quando sono stata felice…
Ognuno ha diritto di trovare la sua felicità perché esiste; cerchiamola.
Ma poi sono qui che piango e sento il sapore salato delle mie lacrime, ormai l’unico sapore che conosco.
Vedo solo il buio, sono stanca di dormitori, della povertà, della mensa…
Vedo solo le facce tristi delle persone come me…io voglio essere felice…
Ma un giorno vorrei vederli sorridere, aiutare anche io a dar loro un tetto, che non sia solo quello del dormitorio.
C’è un progetto a Savona per costruire la casa famiglia per senza tetto savonesi. 
Non tutte le persone che vengono alla mensa hanno fame…
Almeno non nel corpo ma nell’anima sì.
Li non siamo più soli.
I volontari ci sfamano con l’affetto ed il sorriso, sfamando il corpo e l’anima.
Una casa nel mondo e poi da lì correre e cercare la felicità perché non basta avere un tetto…
L’anima non vive di solo pane, quello serve al corpo per vivere.
L’anima ha fame di affetto e amore.
La mia anima non ne ha e sta morendo di fame. Devo salvarla! 
Cinque anni, dal 2004, di dormitori, suore, condivisioni. Sì il tetto c’era,
ma nel mio cuore la sofferenza è rimasta uguale, le finestre chiuse,
diversi i letti, diverse le persone, ognuno con il cuore a pezzi per la
vita trascorsa.
Se chiedo ad ognuno di loro: “l’avete mai vista la felicità?”
Mi guardano e scuotono la testa: “e chi se la ricorda?”
Io dico loro: “ vi piace l’arcobaleno? Ecco quando lo vedete siete felici, senza nessun motivo,
solo per aver visto tanti colori nel cielo, diversi dall’azzurro o dal grigio”. 
Come spiegare perché io sono nei dormitori, alla mensa dei poveri, dalle suore? 
E’ per solitudine, abbandono, depressione.
Sono stata trattata male, da malata, da persona da allontanare e sapete perché?
Le persone, la famiglia, gli amici, chiunque,
fanno così perché hanno paura di guardare in faccia la povertà;
ne hanno paura, non la vogliono vedere, e ti ritrovi per strada. 
Il dormitoro è il primo scalino che porta in cima alla porta della felicità,
scalino dopo scalino la troverò,
la troveremo tutti noi che siamo diventati invisibili, trasparenti.
Anche se ci vestiamo con colori appariscenti, non ci vedono. 
La strada è lunga…ti porta sempre da qualche parte…
Non fermarsi è la parola d’ordine, altrimenti è finita. 
Il suicidio?
Già provato, grazie!
Basta così, mi hanno riportato sulla terra o meglio mi hanno salvato.
Angeli, travestiti da persone apparse dal nulla?
Ma chissà…e così un tentativo fallisce. 
Vivere è più difficile di morire, se non è la tua ora torni indietro…
Ma se hai ancora un sogno - perché a volte i sogni si avverano – allora preferisci la vita. 
Se solo sapessi dipingere, disegnerei la felicità adesso. 
Sento la felicità nei sorrisi di chi parte in crociera, nei loro occhi vedo l’arcobaleno.
La speranza, i sogni, ma soprattutto il sorriso di un bambino, di chi è felice.
E ti apre il cuore, e di colpo le nuvole non ci sono più. 
Tutto è colorato, vivo e allora lotti con la tua depressione che invece vuol farti vedere il buio, la morte.
Bisogna sognare anche ad occhi aperti e aiutare gli altri a farlo.
Da invisibili che siamo, diventeremo nuovamente noi stessi.
Le mie lacrime adesso sono di gioia e una nave da crociera non basta a contenerle tutte.
Scorrono…e chi le tiene? 
La vita è un mare infinito, basta decidere la destinazione e lasciare che la nave, il nostro corpo vi si immerga senza annegare.

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