Giudizio sospeso da parte della Federazione, in attesa di poter leggere il decreto varato al Ministero degli Interni. «Il registro ha potenziali effetti discriminatori.
Ma potrebbe garantire il diritto alla registrazione anagrafica»
«Prendiamo atto che il registro degli homeless pare aver cambiato pelle. Lo strumento, concepito dal pacchetto sicurezza, potrebbe infatti, e al contrario di quanto prospettato inizialmente, tradursi in un’opportunità per le persone senza dimora. A patto, però, che si faccia chiarezza su alcuni dettagli».
All’indomani della firma del ministro dell’interno, Roberto Maroni, in calce al decreto che istituisce il registro nazionale dei senza dimora, il presidente della Federazione italiana organismi per le persone senza dimora, Paolo Pezzana, a nome dei 74 soci aderenti alla fio.PSD, esprime un giudizio cautamente positivo. La valutazione del presidente fio.PSD nasce dal fatto che, a quanto si è appreso dalle prime notizie, il registro non sarà accessibile a chiunque (datori di lavoro, proprietari di case, forze di polizia
compresi), ma soltanto ai funzionari dei servizi demografici. Un dettaglio tecnico, ma essenziale. Perché – sostiene Pezzana – trasforma «una semplice schedatura, in un’anagrafe di secondo livello». Se così fosse – aggiunge il presidente della fio.PSD – «si garantirebbe ad esempio il diritto alla registrazione anagrafica, indispensabile per godere di diverse prestazioni sociali, anche alle persone senza dimora che hanno la sventura di vivere in comuni che non hanno previsto strumenti per attuare questo diritto, nonostante siano tenuti a farlo per legge».
Occorre dunque aspettare la pubblicazione del decreto, per esprimere giudizi definitivi. «Ci auguriamo che questi dubbi possano essere chiariti dalla lettura integrale del decreto, che al momento non è ancora disponibile. Per questo motivo sospendiamo il giudizio sul provvedimento, in attesa di poterlo esprimere in modo più documentato e definitivo», conclude Pezzana.














