FIO.PSD ESPRIME AMAREZZA E CONDANNA LE NORME
CHE RISCHIANO DI VIOLARE I DIRITTI FONDAMENTALI
DELLE PERSONE SENZA DIMORA
(istituzione del registro dei senza dimora). Allo studio azioni di contrasto: ricorsi in tutte le sedi,
anche fino alla Corte Costituzionale)
scontato, che delude profondamente il mondo delle associazioni che lavorano con i senza dimora – dichiara Paolo Pezzana,
presidente nazionale di fio.PSD (Federazione italiana organismi per le persone senza dimora) –. Proviamo una profonda amarezza,
in quanto vediamo il rischio che, paradossalmente, siano lesi il diritto alla protezione e alla sicurezza delle persone più
vulnerabili. fio.PSD conferma che intende effettuare azioni di contrasto, a tutti i livelli, per ottenere giustizia e pari dignità alle
persone senza dimora, non tutelate da questa legge».
Nel merito, fio.Psd ribadisce le critiche al “pacchetto sicurezza” espresse in occasione del lungo iter parlamentare, quando ha collaborato
con le istituzioni, nel tentativo di migliorarne il contenuto, chiedendo tra l’altro lo stralcio della norma sull’iscrizione
all’anagrafe, in attesa di una riforma organica sulla materia.
Ora non resta che constatare l’approvazione di due norme sconcertanti. La prima (articolo 42 del “pacchetto”) prevede
che ’iscrizione all’anagrafe di un cittadino sia subordinata all’accertamento, da parte dei comuni, dell’esistenza di determinati requisiti
igienico-sanitari del luogo di abitazione: nei fatti, rischia di mettere in crisi i sistemi di accertamento dei comuni italiani e di creare
serie difficoltà ai titolari dei 2,1 milioni di abitazioni precarie esistenti nel nostro paese, e soprattutto vanificherà la possibilità che i
comuni riconoscano la residenza anagrafica a decine di migliaia di persone senza dimora, che si troveranno di conseguenza
private della possibilità di godere di diritti fondamentali (accesso al sistema sanitari, ai servizi sociali, alle liste per una casa
popolare, ecc). La seconda norma (articolo 50) introduce invece un registro delle persone senza dimora, istituito presso il ministero
dell’interno, che denota un’inquietante volontà di controllo e comporterà una deprecabile condizione di stigma di cui saranno
vittima persone già fragili e vulnerabili, oltre a produrre implicazioni negative sulla loro fruizione di servizi e aiuti pubblici.
fio.Psd condanna la scelta del parlamento, effettuata in nome di una discutibile volontà politica di rassicurazione dell’opinione
pubblica: essa peggiorerà la condizione di vita di migliaia di persone senza dimora e gravemente emarginate e ciò, oltre a violare i
diritti fondamentali di questi cittadini, non potrà non sortire effetti deleteri anche sulla sicurezza collettiva che i propugnatori
della legge proclamano di voler favorire. Come ha fatto nel corso di un campagna condotta, nei primi mesi dell’anno, insieme ai
giornali di strada italiani, Fio.Psd ribadisce la necessità di promuovere la dignità delle persone senza dimora, “residenti della
repubblica” a tutti gli effetti, non scarti umani da escludere ulteriormente e da schedare come “naturalmente criminali”.Per questo
motivo, chiederà ad autorevoli costituzionalisti di supportare la presentazione, in tutta Italia (insieme e ad
altri soggetti e ad associazioni di avvocati di strada) di ricorsi contro l’eventuale esclusione di persone senza dimora, ai sensi dell’articolo 42
della nuova legge, dalle anagrafi comunali. I ricorsi potranno spingersi sino alla sede più elevata, cioè la Corte costituzionale.
Nessuna convinzione politica e nessuna ragione di consenso può infatti mettere a repentaglio i diritti fondamentali e costituzionali di
una persona, ancorché relegata a una condizione di marginalità.














