Decreto Salvini: una scelta pericolosa

 

La fio.PSD da oltre 30 anni lavora a fianco delle persone senza dimora e dei servizi che se ne occupano, attraverso azioni di advocacy, promozione di diritti, cultura, studio e ricerca di respiro nazionale ed internazionale, in un’ottica di prevenzione e di sinergia con i territori e le istituzioni per la creazione di risposte intelligenti e innovative finalizzate a combattere la grave marginalità

E proprio in virtù di questo sguardo alla prevenzione delle cause di disagio e povertà estrema e fieri portatori dell’esperienza dei nostri soci, con il nostro occhio vigile e attento sui fenomeni socio politici che riguardano la Homelessness, riteniamo inaccettabile ed estremamente pericolosa l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, nonché la firma del Presidente della Repubblica, del Decreto Salvini (Decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113) sia per ragioni di sostanza sia per ragioni di principio

Sostanza…

Volendo rimanere sui nostri temi specifici e focalizzando l’attenzione sul valore e la centralità della persona umana (valore per noi fondamentale e imprescindibile), nonché sui risvolti prettamente collegati alla condizione di persona senza dimora, appaiono almeno tre i punti estremamente preoccupanti del decreto:

  • L’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e l’introduzione di permessi di soggiorno speciali comporterà l’inevitabile ed esponenziale aumento del numero, già tristemente elevato, di persone irregolari sul territorio o con uno status giuridico sospeso o incerto

Tale condizione pone le persone in uno stato di vulnerabilità e precarietà estremo che, non potendo permettere in nessun modo l’accesso alla casa, al lavoro, alla residenza, all’istruzione e a nessun altro diritto, finisce per ridurle a “vivere” in strada o in sistemazioni insicure o inadeguate, preda di ogni tipo di sfruttamento e a rischio arruolamento in associazioni criminali con un ovvio aumento della insicurezza di tutti i cittadini

Inoltre, è importante sottolineare che si tratta in grandissima parte di persone giovani e già di per sé vulnerate perché vittime di traumi estremi, violenze, abusi, torture e trattamenti inumani e degradanti

  • L’eliminazione del diritto all’iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo, cioè di coloro che hanno un permesso di soggiorno per richiesta asilo (permesso che viene concesso e rinnovato nell’attesa dell’audizione in commissione e della decisione da parte della stessa e, in caso di ricorso avverso un provvedimento di diniego della commissione, in attesa della sentenza definitiva da parte del giudice), ha come conseguenza l’impossibilità di esercitare tutti i diritti connessi alla residenza

La residenza è da sempre stata un baluardo da conquistare e difendere per fio.PSD, che da anni si batte per garantirne l’accesso alle persone senza dimora, proprio per l’importanza che questa riveste nel percorso di autonomia e fuoriuscita dalla condizione di marginalità (Linee di Indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta Italia) e, in generale, in un’ottica di eguaglianza nei confronti di tutti gli altri cittadini

  • Lo smantellamento di fatto del sistema SPRAR, riservato da ora in avanti a coloro i quali è stata riconosciuta la protezione internazionale o sussidiaria, non permetterà più di accedere a questa misura di accompagnamento a chi è richiedente asilo o in possesso di un permesso di soggiorno per motivi umanitari (da adesso in poi permessi speciali) come, ad esempio, ai neo-maggiorenni ex minori stranieri non accompagnati, a cui non è stata riconosciuta la protezione piena

Ciò comporterà, ancora una volta, un aumento delle persone senza dimora e, in particolare, un aumento dei giovani e giovanissimi senza dimora, fenomeno in ascesa e che già desta notevole preoccupazione

La preferenza per i centri governativi, che da straordinari diventano ordinari, inoltre, non può non farci riflettere su come i CAS (centri di accoglienza straordinari) o i CARA (centri di accoglienza per richiedenti asilo), soprattutto per le loro dimensioni e per i grandi numeri delle accoglienze, siano molto lontani dal concetto di “dimora” in senso profondo e completo, il solo che noi auspichiamo, quale luogo in cui la persona può sperimentare benessere e bellezza, luogo di cura per eccellenza da cui cominciare o ricominciare. Ricordiamo, inoltre, che i centri straordinari, proprio per loro natura, sono chiamati a garantire solo i servizi essenziali e non mirano ad un accompagnamento reale delle persone verso l’inserimento e l’integrazione sociale e, quindi, verso la coesione e l’arricchimento di tutta la società

Principio…

Questa ossessione securitaria conduce all’odiosa equazione povertà/migrazione = crimine/insicurezza, che respingiamo e contro cui ci battiamo fermamente, e che non fa che criminalizzare le fette più svantaggiate della popolazione. Sempre più frequenti sono i cosiddetti crimini d’odio contro le persone senza dimora e i migranti, incentivati e sottovalutati da questa ondata di intolleranza che crea tensione e che, ancora una volta, rappresenta una vera e propria minaccia al benessere e alla sicurezza sociale. Anche lo stesso accostamento, nel decreto, della vasta e complessa materia della protezione internazionale e dell’immigrazione alla sicurezza pubblica denuncia un pensiero e una cultura improntata sulla paura e la discriminazione

Noi crediamo fermamente che la povertà e le migrazioni non siano reati e che non possa esistere felicità per una comunità se non ci si adopera, giorno dopo giorno, affinché ogni singolo suo componente sia protetto e messo nella condizione di poter realizzare i propri desideri, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali di ogni persona

Per tutti questi motivi, chiediamo con forza che il Parlamento non converta il decreto in legge