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    Il consiglio direttivo della Federazione ha istituito l’Albo Formatori / Relatori della Federazione. In questa prima fase di reclutamento la risposta è stata di ottimo livello sia numericamente sia qualitativamente.

Elemosina, sicurezza e decoro urbano

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28/07/2008

Due editoriali di Avvenire pubblicati sabato 26 e domenica 27 luglio riaprono il dibattito intorno alle ordinanze che alcuni comuni negli ultimi mesi hanno emanato per limitare i fenomeni di accattonaggio nelle città storiche e turistiche italiane.

Dopo Firenze (revisione del regolamento comunale di polizia urbana) ed Assisi, anche Venezia e Cortina d'Ampezzo hanno emesso ordinanze che limitano l'accattonaggio nel centro storico e nei pressi di chiese, ospedali, ed altri siti d'interesse pubblico. Alcune indiscrezioni giornalistiche anticipano che ordinanze di analogo tenore starebbero per essere emanate anche a Verona e Roma.

Tali misure vengono giustificate con la necessità di prevenire fenomeni di sfruttamento e di racket, ma anche con motivazioni di decoro urbano e di tutela dell'ordine pubblico (limitare, in alcuni casi, l'aggressività dei mendicanti).

La fio.PSD già in passato è intervenuta sull'argomento (vedi Comunicato del 2/05/08) ed invita ad approfondire anche le ragioni di chi, come nel caso del quotidiano della CEI, si preoccupa di ricordare che dietro il “fastidio” che procura la vista del povero c'è sempre e comunque una persona sofferente.

Forse questo tempo di incombente crisi può acuire il senso di vulnerabilità che tutti pervade ed aumentare la richiesta di sicurezza dei cittadini.

Tuttavia, abbiamo validi motivi non solo per dubitare dell'efficacia di queste misure ma anche per temere le conseguenze di cui sono portatrici: rinforzare un facile istinto che assegna al povero non solo la colpa d'esserlo ma anche il ruolo di pericolo per la comunità e condurci a teorizzare la necessità di una sua separazione da essa. 

Noi crediamo che l'obiettivo di ogni comunità sia quello di contrastare i fenomeni di povertà promuovendo più coesione sociale e rimuovendo ciò che ostacola la piena integrazione umana e sociale delle persone. Dubitiamo dunque che operazioni il cui unico effetto è quello di una limitazione selettiva dello spazio pubblico ai mendicanti ed a coloro che nella comunità sono ai margini, ancorché giuridicamente e costituzionalmente fondate (e ciò è da dimostrare), possano permettere di compiere gesti e prassi di solidarietà capaci di cogliere la sfida dell'inclusione. 

 

 

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