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    Il consiglio direttivo della Federazione ha istituito l’Albo Formatori / Relatori della Federazione. In questa prima fase di reclutamento la risposta è stata di ottimo livello sia numericamente sia qualitativamente.

APPELLO DI FEANTSA AI POLITICI PER FERMARE IL FENOMENO DEI SENZA DIMORA PER LA FINE DEL 2010

01/02/2006
Data Comunicato: 
02/01/2006

La federazione europea degli organismi che lavorano con le persone senza dimora ritiene che la lotta alla grave emarginazione debba essere una priorità “Homeless at risk this winter”, “Morte de froid”, “Twee daklozen vriezen dood”, “Il freddo uccide un clochard cingalese”, “ Obdachloser Mann erfroren”. I titoli dei giornali riguardanti i senza dimora morti per il freddo si possono leggere sui giornali di tutta Europa nei mesi invernali, con l’esortazione ai politici a rispondere con “piani di emergenza freddo” e aiuti immediati rivolti alle vittime del freddo.

Feantsa (European Federation of National Organisations Working with the Homeless, ovvero la Federazione europea degli organismi nazionali che lavorano con le persone senza dimora) accetta qualsiasi misura efficace che possa impedire ad alcuni esseri umani di morire per il freddo. Nota, tuttavia, che vi sono molto altri fattori in grado di spiegare l’inaccettabile alto tasso di mortalità tra i senza dimora in tutti i Paesi europei.

Pertanto Feantsa si appella ai politici per:

- sviluppare un approccio olistico verso i senza dimora, concentrandosi sul reintegro sociale, nel quale venga riconosciuta l’importanza di soluzioni abitative

- portare a compimento l’impegno dei ministri europei degli affari sociali per gestire il fenomeno dei senza fissa dimora come una priorità e stabilire un obiettivo comunitario europeo per fermare tale fenomeno entro la fine del 2010.

Le persone che sperimentano il fenomeno della grave emarginazione hanno aspettative di vita molto più basse rispetto alla popolazione in generale.

Uno studio recente ha dimostrato che le aspettative di vita delle persone colpite da questo stato di disagio nel Regno Unito sono il 42% in meno delle aspettative di una vita media 150 anni fa. I senza fissa dimora vivono in sofferenza per tutto l’anno e il rischio di morte non è sicuramente più alto durante l’inverno.

Le persone che si riducono a vivere sulla strada presentano profili diversi e svariati problemi.

Per poter attuare soluzioni durature è vitale capire più a fondo i cambiamenti che riguardano la figura del senza dimora; non vale più il tipico clichè del maschio bianco, di mezza età, di classe media, con gravi problemi di alcol. Sulla strada si incontrano anche donne, immigrati, in particolare quelli che hanno uno stato legale precario (come i richiedenti asilo politico o gli immigrati senza documenti), giovani e famiglie che devono scegliere la strada come ultima spiaggia. Molti paesi europei non hanno ancora sviluppato servizi in grado di affrontare i bisogni specifici dei senza dimora.

Vivere per strada non è una libera scelta, ma il risultato di fattori individuali e strutturali.

Fattori individuali come problemi di salute mentale, dipendenza grave o reati criminali giocano un ruolo importante sul percorso che porta verso la strada. Tuttavia i senza dimora non possono essere considerati responsabili della loro situazione personale. Un crescente numero di persone vive sulla strada a causa di fattori strutturali, come l’aumento dei prezzi delle case o l’alto tasso di disoccupazione. La società è in parte responsabile.

I senza fissa dimora hanno il diritto di condurre una vita dignitosa e di essere integrati nella società.

L’attenzione nei confronti di questo problema potrebbe essere l’inizio di un processo di reintegrazione. Dovrebbe fornire l’accesso a una gamma di servizi di sostegno come una casa, un’occupazione e aiuti sociali. Tuttavia, l’impiego da solo non può essere la soluzione. Vi è comunque una consapevolezza comune ed emergente, secondo la quale ottenere una casa rispettabile ed economicamente accessibile è la soluzione chiave nel processo di reintegrazione.

La grave emarginazione è una situazione inaccettabile, la continua violazione dei diritti umani in tutti gli stati membri non può proseguire. È cruciale un’azione concertata di tutti i soggetti che sono coinvolti, per garantire che ogni essere umano in Europa possa scegliere un luogo sicuro e adeguato dove vivere in futuro.

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